Home » «Un manager a una certa età deve lasciare ai più giovani»

«Un manager a una certa età deve lasciare ai più giovani»

«Regolare questo passaggio in continuità è fondamentale per le aziende Noi da anni cerchiamo di creare le condizioni per garantire questi cambiamenti»

Accenderà subito i riflettori sull’alleanza tra imprese e Paese, domani alle 10 al Cuoa di Altavilla il “Festival Città Impresa”. E Fabio Vivian, presidente della Federmanager Vicenza e amministratore delegato di Fami, multinazionale che si occupa di arredamento industriale e allestimento di veicoli commerciali, sarà tra i protagonisti del primo dibattito dedicato a rischi e opportunità di questo particolarissimo momento storico. Con lui, tra i protagonisti, Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest di Intesa Sanpaolo, Laura Dalla Vecchia presidente di Confindustria Vicenza, Daniele Lago ad di Lago, Stefano Quaglino consigliere delegato di Agsm Aim, Federico Visentin presidentedi Federmeccanica e Mevis.Qual è la sua storia di uomo d’impresa?Mi sono laureato in Economia e commercio a Venezia nell’89 e ho cominciato subito a lavorare come insegnante di matematica all’Einaudi di Bassano dove mi sono diplomato. Poi, dopo aver sostenuto l’esame di dottore commercialista, ho iniziato la mia carriera nell’ambito amministrativo finanziario e di controllo di gestione, che mi ha portato, dopo alcune esperienze lavorative, a dirigere la filiale del gruppo Fami a Rosà.Questo festival avrà un sapore particolare dopo i recenti eventi che stanno sconvolgendo il panorama internazionale.Sì, oggi gli strascichi che ha lasciato la pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina hanno creato varie problematiche economiche tra cui, in primis, la scarsa reperibilità di materie prime e il fortissimo aumento del prezzo delle risorse energetiche che, a loro volta, hanno alzato di molto i costi del lavoro, e tutto questo sarà argomento dell’incontro di domani e del confronto sulle prospettive attuali.Il Pnrr è davvero l’occasione per ripartire?I fondi europei che sono in arrivo rappresentano una possibilità unica per il nostro Paese. Ma non possiamo trascurare il problema di un’inflazione galoppante che può trasformarsi in una crisi prima economica e poi sociale, con forti ripercussioni anche nelle imprese. Per questo motivo è necessario approfittare velocemente di questi 209 miliardi attuando tutti quegli investimenti che l’Europa ci chiede per cambiare l’Italia.E saranno le nuove leve a dover essere al centro di questa ripresa, anche nel management.Esatto, il dirigente d’impresa è una figura che, nel momento in cui arriva ad una certa età, dovrà passare il testimone a qualcuno che sia in grado di portare avanti le sue funzioni, e regolare questo passaggio è fondamentale. Noi di Federmanager, ormai da 75 anni, ci adoperiamo in tal senso, cercando di creare tutte quelle condizioni che permettano ai giovani di garantire questa continuità. Proprio recentemente abbiamo lanciato un progetto di eventi dedicato a 20 ragazzi selezionati, che avranno la possibilità di visitare le più grandi aziende nazionali ed estere.E quale consiglio si sente di dare a questi giovani per raggiungere il successo professionale? Non esiste una formula segreta per questo, ma a mio parere sono fondamentali tre cose: lealtà, rispetto e trasparenza; questi sono i capisaldi per arrivare lontano. Inoltre, io sono un fautore della “leadership gentile” e, come dico sempre ai miei collaboratori, sono convinto che in ciò che facciamo, oltre al lavoro sodo, c’è bisogno anche di divertirsi, in modo tale da saper controbilanciare l’ansia da prestazione comune a molti manager, e tale obiettivo lo si raggiunge creando all’interno dell’azienda dei momenti di gruppo.