Home » Capitale umano e impresa, a Vicenza le ricette per ripartire

Capitale umano e impresa, a Vicenza le ricette per ripartire

di Fabrizio Massaro – Corriere della Sera, 2 settembre 2020

Come ripartire nonostante il Covid-19, su quali elementi puntare per sostenere le aziende e farle espandere in un’economia che uscirà profondamente modificata dalla pandemia. È un festival orientato al futuro e insieme al cauto ottimismo, il 13esimo Festival Vicenza Città Impresa che si apre giovedì 10 nella cittadina veneta. Già dall’impianto si caratterizza per la reazione — in sicurezza — al Covid: gran parte della quattro giorni di appuntamenti, incontri, interviste e dibattiti si svolgerà «in presenza», anche se ci saranno ospiti in collegamento video e la partecipazione del pubblico sarà inevitabilmente contingentata — sulla base dell’ordine delle prenotazioni — per le norme anti-Covid.

Già confermata la presenza dei ministri dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e del Sud, Giuseppe Provenzano, dell’ex sottosegretario nel governo Conte Giancarlo Giorgetti (Lega), del top manager e già capo dela task-force Vittorio Colao e, in video, del commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni, dell’ex premier Romano Prodi e della senatrice Emma Bonino, intervistati da Dario Di Vico.

«Portiamo sul palco una cinquantina di imprenditori “Champions” a farci raccontare come stanno riprendendo dopo il Covid», spiega il fondatore del Festival, Filiberto Zovico, presidente di Italypost, «tastiamo il polso reale della piccola e media impresa, ma anche di quella grande. Il filo conduttore sono i punti sui quali basare l’uscita dalla crisi: capitale umano, digitalizzazione, sostenibilità, l’importanza strategica della proprietà intellettuale e dei brevetti» (e in questo senso va la spinta dell’Italia per conquistare una sede del Tribunale dei Brevetti). Un rovesciamento di prospettiva, dal basso, da chi ogni giorno si confronta sul mercato, come contributo all’analisi di economisti e politici, è il cuore del Festival. Sotto questo profilo, continua Zovico, «le 50 imprese Champions individuate sono quelle già uscite indenni dalla crisi del 2008 e che adesso, perché strutturate finanziariamente, nel capitale umano nei processi e nella visione, faranno da traino nella prossima fase, anche inglobando le imprese che non ce la faranno, salvando così parti importanti di tessuto produttivo e di competenze».

Promosso da Italypost e da L’Economia del Corriere della Sera con main partner Intesa Sanpaolo e Lago, diretto da Raffaella Polato, tra gli ospiti si segnalano Giuseppe Bono, Lorenzo Bini Smaghi, Lucia Aleotti, Andrea Pontremoli, Marco Bentivogli, Alberto Bombassei, Pietro Ichino, Antonio Calabrò, Aldo Bonomi, Maria Paola Merloni, Ermete Realacci, Francesco Daveri, Gregorio De Felice, Francesco Giavazzi, Angelo Panebianco, Veronica De Romanis, Ilvo Diamanti, Luciano Fontana, Alessandra Sardoni, oltre alle imprese Champions, come la tessile Manteco, una di quelle che sta resistendo meglio alla crisi, la Umbra Group, industria aerospaziale da oltre 300 milioni di fatturato, le quotate Sicit e Somec, l’informatica Quid, partecipata anche da un fondo d’investimento.

Le imprese del Vicentino e del Veneto continuano ad essere uno dei motori del Pil italiano: «Dobbiamo imparare a convivere con la pandemia», ha detto ieri in conferenza stampa Agostino Bonomo di Confartigianato Veneto, «abbiamo scoperto con il lockdown quanti danni si subiscono». Di necessità di «investire sulle filiere a maggiore valore aggiunto» ha parlato Alessandro Leone, direttore di Cna Veneto Ovest, mentre Andrea Bovone, managing partner di Equinox, ha sottolineato l’importanza della finanza per accompagnare le imprese nella crescita durante i momenti di discontinuità ma anche l’importanza di saper sceglierle, in particolare in una fase di incertezza.