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Battisti: le Ferrovie nel progetto Alitalia solo se sarà industriale

Corriere della Sera / di Nicola Saldutti

Il piano per il salvataggio dell’Alitalia, ora che i colloqui con Delta si stanno facendo, sta entrando nella fase decisiva. E l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, chiarisce il punto: «Con l’Alta velocità abbiamo dimostrato di saper affrontare e vincere le sfide. Vedo la partecipazione a un progetto che deve avere due caratteristiche principali: industriale, non solo finanziario. E che sia sostenibile. Se non ci fossero queste condizioni, non aderiamo».

In questa fase tutti i potenziali investitori stanno vedendo le carte, i conti, le possibili integrazioni. «I nostri piani prevedono una sempre maggiore integrazione tra la rete ad Alta velocità e gli aeroporti», spiega Battisti, che ieri è intervenuto a Città Impresa di Vicenza festival dei territori industriali. Il piano industriale del gruppo prevede investimenti per 58 miliardi, 9 solo quest’anno. «Senza le condizioni di accessibilità integrata non cresceremo mai», avverte.

È probabile che nella cordata, accanto alle Ferrovie, all’ipotesi Cdp e Delta, possa esserci spazio per un altro socio privato. Ma una cosa è certa: «La nostra priorità sono le persone che lavorano nel gruppo e le persone che viaggiano. Stiamo investendo 6 miliardi sul nuovo materiale rotabile per i pendolari, ci rendiamo conto che questo settore deve migliorare». E poi ci sono i progetti per le città, da Milano dove il ridisegno dello scalo Farini sembra destinato a riconvertire un pezzo della città, con il 65% destinato a verde, a Verona dove è prevista la nascita di Central Park. «Quando mi occupavo di Alta velocità cercavo un dialogo con Alitalia, ma allora fu molto difficile. Ora sulla Milano-Roma la nostra quota di mercato è del 73%». Il piano, per i treni veloci, è competere in Europa, con la liberalizzazione del 2021. «Ma stiamo partecipando a gare negli Usa: pochi a sanno che Fs è attiva in 60 Paesi al mondo».