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Economia di guerra, qual è il significato e cosa comporta

Gli eventi in cui il mondo è precipitato fanno parlare di “economia di guerra“. Ma qual è il significato di queste parole? E che cosa può comportare? Cerchiamo di capirlo.

Come riportato da SkyTg24, nel corso del suo intervento al Festival Città Impresa, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha detto: “Siamo in un’economia di guerra”. Nei mesi scorsi, poi, le parole “economia di guerra” sono state pronunciate anche dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Ma che cosa vuol dire esattamente questo e che cosa si intende con economia di guerra?

Innanzitutto, l’economia di guerra si riflette in un aumento del costo della vita per le famiglie, con impennate su spesa e bollette dell’energia in primis. Tasse e debito pubblico che finanziano l’economia di guerra provocano inesorabilmente un aumento del tasso d’inflazione, con tutto ciò che ne consegue.

Aumenta dunque il costo dei prodotti e aumentano i prezzi delle materie prime. Cresce l’esborso per fare la spesa e cresce anche quello per energie, gas e carburante. Per quanto riguarda la spesa, alcuni prodotti alimentari hanno giù subito dei rincari e con il protarsi della guerra in Ucraina continueranno a farlo.

Aumentano anche le bollette di gas e luce – per quanto riguarda in particolare il gas, nei prossimi mesi potrebbe scattare lo stato di emergenza con il quale potrebbero essere abbassate le soglie di temperatura e le ore di riscaldamento autorizzate – e il costo del carburante spingerà le persone a viaggiare meno. Queste le principali conseguenze di un’economia di guerra con cui ci troveremo a fare i conti.