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«Bonus da 200 euro Una misura populista Richieste inascoltate»

Dalla Vecchia: «Avevamo suggerito di agire sul taglio del cuneo fiscale Le imprese non vanno lasciate da sole ad affrontare questa tempesta»

«Gli imprenditori sono nel fortino a combattere giorno dopo giorno». L’immagine più icastica per spiegare lo spirito con il quale il mondo produttivo sta affrontando una tempesta dopo l’altra, la fornisce Fabio Vivian, presidente di Federmanager Vicenza, nonché amministratore delegato di Fami. E proprio da quel fortino il mondo industriale invoca una svolta che passi da misure strutturali. Da qui la critica, per voce di Laura Dalla Vecchia, al bonus di 200 euro per lavoratori e pensionati contenuto nel decreto aiuti, che ieri mattina la presidente di Confindustria Vicenza, ai microfoni dell’evento di apertura di Festival Città Impresa, ha definito «una soluzione populista». «Avevamo chiesto di intervenire con un taglio del cuneo fiscale – dice con rammarico Dalla Vecchia -, ma non ci hanno ascoltati». Una riduzione di tasse e contributi sugli stipendi che infatti non c’è nel provvedimento licenziato dal governo per sostenere famiglie e aziende alle prese con i contraccolpi della guerra in Ucraina. Contraccolpi, tra rincari energetici e aumento dei prezzi delle materie prime, che non possono essere superati in solitaria. «Dobbiamo essere accompagnati a riorganizzarci, a trasformare le produzioni di oggi, chiediamo di non essere soli nel reagire a queste tempeste», ha ribadito la presidente nell’incontro dedicato a “Energia e materie prime, investimenti privati e Pnrr: i rischi e le opportunità”, condotto dalla giornalista Raffaella Polato. Un sostegno, però, che non può essere effimero, ma deve avere radici profonde e visione del futuro. Un tema sul quale ha insistito anche il sindaco e presidente della provincia Francesco Rucco, intervenuto per i saluti istituzionali assieme a Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera e al direttore del Giornale di Vicenza, Luca Ancetti. Nel mirino il reddito di cittadinanza: «La recente operazione della guardia di finanza a Vicenza è la dimostrazione di come questo istituto debba essere abolito dal governo che deve invece dare una mano chiara alle nostre imprese, intervenendo sull’imposizione fiscale legata alle assunzioni». Più misure strutturali, dunque, ma anche meno burocrazia. Degli effetti di quello che è considerato uno dei mali italiani ha dato prova, durante il dibattito ospitato da Cuoa business school, il consigliere delegato di Agsm Aim, Stefano Quaglino, che sul tema della transizione energetica ha messo a verbale: «Siamo tutti d’accordo su cosa deve essere fatto, ma quando si passa al come, ci scontriamo con gli ostacoli della burocrazia. Noi ne abbiamo esperienza con il progetto per realizzare un impianto eolico in Toscana, il cui iter è partito nel 2015 e dopo anni di discussioni e centinaia di interlocutori coinvolti, è ancora fermo al palo».Serve prospettiva, insiste Dalla Vecchia. «Facile dire andiamo verso le rinnovabili, troviamo altri mercati. Non bisogna essere romantici in queste cose. Noi abbiamo bisogno di indicazioni a 3-5 anni, su questi tempi si muovono le attività di ricerca e sviluppo; ad esempio, non possiamo investire sull’idrogeno per poi trovarci domani con il mondo che è tutto elettrico. Per questo, invito a concentrarsi di più sulle previsioni che fanno gli imprenditori». Secondo Daniele Lago, amministratore delegato e responsabile design dell’omonima azienda, «per superare i momenti difficili ci vuole capacità di collaborare tra istituzioni pubbliche, private e aziende. La ricetta non è cambiata negli ultimi anni, a cambiare è il contesto». Una ricetta che il numero uno di Mevis, Federmeccanica e Cuoa business school, Federico Visentin, declina così: «Il governo deve mettere in campo delle politiche attive e preoccuparsi dell’impatto che l’inflazione avrà sugli stipendi, per fare in modo che tutto questo non si rifletta negativamente sulla competitività delle imprese, che devono essere aiutate a crescere in dimensioni». Nuove opportunità le offre il Pnrr. «E noi stiamo mettendo le aziende nelle condizioni di conoscerle», le parole di Ugo Resconi, direttore commerciale imprese Veneto Ovest e Trentino-Alto Adige di Intesa Sanpaolo. Anche in questo caso, è il monito di Quaglino, «Il Paese deve investire in interventi strutturali, non in piccole azioni che non risolvono nulla»