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«Bergamo e Brescia capitali a 360 gradi» Pronte a sfidare Milano

L’Eco di Bergamo / Giorgio Lazzari

Oltre la cultura. Il sindaco Gori: «Accordi bilaterali dall’economia al sociale, all’insegna dell’innovazione» L’obiettivo è superare una visione «Milano-centrica».

Per Bergamo e Brescia il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura nel 2023 rappresenta solo l’inizio di una cooperazione a 360 gradi. Le due realtà vantano numerosi punti in comune per costruire un futuro insieme, allontanandosi dalla visione «Milanocentrica». Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, protagonista dell’incontro «Bergamo e Brescia, prove tecniche di alleanza», organizzato ieri sera al Centro congressi Papa Giovanni XXIII dal «Festival Città Impresa», ha fatto presente come «da mesi stiamo dialogando affinché la Capitale della Cultura faccia da innesco per mettere in moto tutte le componenti delle due comunità. Una sorta di cooperazione bilaterale rafforzata, sul modello degli accordi che vengono sottoscritti fra Stati – ha proseguito Gori–, per unire le forze e fare un passo avanti insieme su diversi temi e in qualsiasi ambito, dall’industria al sociale, dall’università alla ricerca». Se dal punto di vista del marketing territoriale, Bergamo e Brescia stanno già collaborando molto bene insieme, anche con lo strumento East Lombardy per promuovere l’enogastronomia e i territori, con le province di Mantova e Cremona, ora «dobbiamo utilizzare l’innovazione come chiave per fare un salto di qualità – ha concluso Gori –. Abbiamo veramente l’opportunità di rileggere la geografia della Lombardia, per una regione multipolare senza rimanere isolati o troppo Milano-centrici. Solo così possiamo essere attrattivi sia dal punto di vista industriale sia da quello turistico e dare ai nostri ragazzi le motivazioni per rimanere sul territorio». Per comprendere le potenzialità dei due territori basta leggere i numeri, presentati da Aldo Cristadoro, amministratore delegato di Intwig.

Bergamo e Brescia sono due aree ad alto reddito, hanno un’area di crescita omogenea e una struttura demografica simile. Insieme salgono al secondo posto in Italia per esportazioni (29 milioni e 280mila euro il valore totale), sono addirittura sul gradino più alto del podio nazionale per numero di imprese metalmeccaniche attive (8.249 con 99.320 addetti) e al quinto posto per il numero totale di imprese con 190.574 (oltre a 842mila addetti) a meno di 5mila unità produttive da Torino. Più del 60 per cento degli intervistati giudica l’alleanza una grande occasione per il territorio. Bergamo vanta il terzo aeroporto in Italia, mentre Brescia è nella top ten delle destinazioni turistiche, per arrivi e presenza, grazie ai suoi laghi. I punti in comune fra i due territori, compreso il percorso storico, sono stati confermati anche da Giuseppe De Luca, responsabile scientifico Fonda-zione Legler per la storia economica e sociale di Bergamo. All’incontro è intervenuta anche Laura Castelletti, vicesindaco del comune di Brescia, che ha ribadito: «Stiamo dialogando molto bene in modo da affrontare al meglio una sfida complessa per una quotidianità di rapporti fra le nostre due province, in modo da avvicina-re i capoluoghi ai comuni, sen-za dimenticare le potenzialità del territorio e il rapporto tra natura e ambiente da salvaguardare». Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, ha invece sottolineato la forza del sistema lombardo. «Come abbiamo fatto nei mesi scorsi per combattere la pandemia – ha affermato Guidesi –, dobbiamo togliere le casacche politiche e guardare al futuro. La forza della Lombardia sta proprio nelle differenze territoriali e nella sana competizione. La Regione è vicina al settore produttivo e stiamo ponendo in essere strumenti che prevedono una strategia per supportare i protagonisti dei diversi settori».