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Più capitale e fatturato: Fope sale in Borsa

Il Giornale di Vicenza / di Maria Elena Bonacini

Bilancio in crescita, l’aggiunta di un terzo piano alla sede dell’azienda e due nuove “bandierine” in Australia e Nuova Zelanda, oltre alla creazione della nuova filiale inglese. Si è chiuso con importanti novità il 2018 di Fope, azienda orafa vicentina che di recente ha approvato il bilancio e nei giorni scorsi ha presentato le proprie novità a Baselworld, la fiera svizzera degli orologi e gioielli. Tra queste “Eka Anniversario”, la rielaborazione della linea con cui fu lanciata l’iconica maglia Flex’it, in occasione dei 90 anni dell’impresa vicentina. Una ricorrenza che viene celebrata con un restyling del logo e della palette di colori e con un brand book, ultime creazioni dell’imprenditrice-manager Giulia Cazzola, ricordata nell’incipit: “Giulia, this is for you”.

IL BILANCIO: NUMERI DA CRESCITA STRAORDINARIA. Ad illustrare risultati e prospettive è Diego Nardin, amministratore delegato di Fope. «Il bilancio del 2018 è decisamente positivo, sia per il fatturato, salito a 31,26 milioni con un incremento dell’11,5% rispetto ai 28 milioni del 2017, che per i ricavi, 3,35 milioni contro 2,33 (+43,77%). Positivi anche l’ebitda salito da 3,9 a 6,1 milioni (+56,4%) e l’ebitda margin del 19,5% (era del 13,9%). L’utile netto è pari a 3,35 milioni di euro, in crescita rispetto il risultato del 2017 2,33 milioni», dopo imposte pagate per circa 1,40 milioni. La posizione finanziaria netta, invece, è passata da 1,17 a 0,11 milioni, grazie al miglioramento della redditività e all’attenta gestione del capitale circolante».

Questo avrà effetti positivi anche sul titolo?

Certo, appena presentato il bilancio le azioni sono salite. E a proposito di borsa abbiamo chiuso il 2018 con patrimonio netto di 15,98 milioni, in crescita rispetto al 2017 (era 11,92 milioni), grazie all’aumento di capitale conseguente all’esercizio di 2,52 milioni di warrant presenti sul mercato e alla sottoscrizione di 252.500 nuove azioni per un totale di 886.275 euro. Agli investitori proporremo quindi un dividendo di 0,35 euro per azione. Se faccio un paragone con il momento della quotazione, nel 2016 sulla base del bilancio 2015, il solo fatturato è aumentato di 10 milioni in tre anni.

Dopo il delisting di Damiani siete l’unica azienda orafa italiana quotata in borsa.

Sì, se si escludono quelle che fanno parte di grandi gruppi internazionali. E siamo anche l’unica quotata nel Vicentino: strano, con tante belle imprese. Uno dei dati positivi è che abbiamo riscontrato l’interesse anche di investitori internazionali.

Su cosa poggia questa crescita?

Nel 2018 abbiamo continuato ad investire nei nostri mercati più forti, Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Gli Usa da soli hanno fatto registrare un +24%, l’Europa un +11% e l’Italia un buon +9%, anche se essendo concentrato soprattutto nelle località turistiche è riconducibile a clienti stranieri. Al momento abbiamo circa 600 clienti, abbiamo lasciato quelli piccoli che non funzionavano e ne abbiamo aperti altri, sempre più di fascia alta, che è il nostro target. Abbiamo visto che i “top client” sono anche quelli che hanno portato il maggiore contributo al fatturato.

Continua anche la politica degli “shopping shop”?

Certo, continuiamo ad aprirne, perché servono a diffondere nel mondo lo stile Fope, con un’esperienza d’acquisto simile a quella del negozio di Venezia, pur in un contesto multimarca. Si crea un circolo virtuoso: l’aumento di visibilità fa crescere il fatturato e viceversa e questo va alimentato anche con la spesa sul marketing.

A proposito di stile, per i 90 anni presentate un nuovo look.

Sì, è stato un rebranding voluto e portato avanti da Giulia Cazzola, passando a due tonalità di verde chiaro ispirate alla Basilica e aggiungendo al logo, semplificato nella grafica “Vicenza” e “dal 1929” per sottolineare la nostra storia e il luogo dove produciamo i gioielli, che è un distretto di eccellenza. Le abbiamo dedicato il brandbook che sarà l’unica celebrazione del novantesimo anniversario.

Come “regalo” state ampliando lo stabilimento.

Nel 2018 abbiamo iniziato la costruzione del terzo piano, dove si sposteranno uffici e nasceranno una sala conferenze e uno showroom. Al secondo piano sarà trasferita una parte della produzione e questo porterà progressivamente anche ad un aumento del personale.

Il 2018 è stato anche l’anno di nascita della filiale di Birmingham.

Dopo quella americana abbiamo voluto investire nel Regno Unito per dare un contatto diretto con l’azienda. I nostri tre agenti hanno il 25% delle azioni di Fope Jewellery Ltd e in questo modo non ci sono stati cambiamenti per i clienti. Questo potrà agevolarci anche in caso di problemi legati alla Brexit, che comunque non penso ci saranno.

Qualche nuovo mercato?

Abbiamo aperto negozi in Australia e Nuova Zelanda, mercati molto ricchi anche se concentrati nelle città, che pensiamo potranno darci soddisfazioni.