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Il Festival Città Impresa guarda a un nuovo boom. Ministri, imprenditori, manager ed economisti si confronteranno sulle strategie della ripresa

Il Giornale di Vicenza / 2 settembre 2021

È tempo di Champions. Non soltanto per il calcio, ma anche per le imprese. Vicenza ospiterà dal 17 al 19 settembre la quattordicesima edizione del Festival Città Impresa, che quest’anno avrà come tema conduttore quello appunto delle cosiddette “imprese champions”, ossia le aziende eccellenti che crescono, innovano, conquistano mercati e tengono alto il valore della manifattura italiana. Promosso da ItalyPost, Corriere della Sera e Comune di Vicenza in collaborazione con il Gruppo Athesis, il Festival torna quest’anno “dal vivo”, oltre che in digitale, e in tre giorni svilupperà un programma di 40 incontri con l’intervento di 130 relatori. Tra di loro tre ministri “in presenza” (Lamorgese, Messa e Stefani) e uno in collegamento (Giorgetti), tanti imprenditori, e poi manager, economisti, analisti. Tutti a Vicenza per discutere sulle strategie da mettere in atto per tornare a crescere dopo l’anno (e mezzo) del coronavirus, adesso che i dati in arrivo dal Pil mostrano una tendenza anche migliore del previsto. Dati migliori in Italia Programma e focus dell’edizione 2021 sono stati presentati dal fondatore di ItalyPost Filiberto Zovico insieme con la direttrice del Festival, Raffaella Polato, inviata di economia del Corriere della Sera. «Già a maggio ci eravamo resi conto che la ripresa poteva essere più forte di quanto previsto e ora c’è la conferma – ha ricordato Polato -. Grazie alle risorse del Recovery fund e ai vaccini che aiutano a tenere sotto controllo la pandemia, abbiamo la possibilità di creare le basi per un nuovo boom economico». «Stiamo uscendo da un momento terribile con dati anche migliori di altri paesi europei – ha confermato Roberto Gabrielli, direttore regionale Veneto ovest e Trentino AA d’Intesa Sanpaolo -. Le aziende champions sono fondamentali per cavalcare questa ripresa e renderla appunto solida. Sono imprese che fanno dell’innovazione, della formazione del capitale umano, della sostenibilità, dell’internazionalizzazione altrettanti punti di forza». «Le imprese non hanno mai smesso di correre» «È importante prendersi cura delle imprese e considerarle davvero delle seconde famiglie, da costruire sane e competitive» ha osservato Daniele Lago, a.d. di Lago, azienda simbolo del design italiano. Un obiettivo del tutto raggiungibile, anche perché per Lago la strada è già tracciata: «La pandemia ha solo accelerato le cose: era già tutto nell’aria, l’emergenza sanitaria non ha fatto che imprimere una forte accelerazione». Una convinzione condivisa anche da Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera: «I dati sul Pil mostrano un’Italia che sta correndo persino di più della Germania e della Francia. Succede perché le imprese italiane non hanno mai smesso di correre: le champions non solo non si sono fermate, ma in certi casi hanno fatto anche meglio del 2019. Nel paese ancora non c’è la percezione di quanto le imprese siano abituate a rispondere a domande che la politica invece non si pone. Quando si occupa delle regole che riguardano la produzione, la politica non si chiede mai quanta crescita e quanto nuovo lavoro creerà facendo una certa scelta: se se lo chiedesse, l’Italia potrebbe svolgere un ruolo ancora maggiore di quello che oggi sta svolgendo e anziché un decreto antidelocalizzazione forse si farebbero dei decreti che favoriscono le imprese e le rimettono al centro delle discussioni». Athesis cerniera tra imprese e società Sulla centralità del mondo produttivo ha insistito anche Matteo Montan, amministratore delegato del Gruppo Athesis (editore del Giornale di Vicenza), quest’anno ancora più presente nel “cuore” del Festival con una collaborazione che si inserisce nel filone degli eventi sviluppati da Athesis per essere sempre più «protagonista dello sviluppo del territorio». «Il nostro Gruppo ha la vocazione a raccontare il mondo delle imprese, ma siamo anche la cerniera tra mondo della produzione, milioni di famiglie e stakeholder – ha sottolineato Montan -. Continueremo a esserlo e racconteremo anche questo Festival, occasione di qualità per affrontare i grandi temi di attualità». Una cerniera che è anche culturale: «Qui a Vicenza è nata Neri Pozza, la casa editrice del Gruppo, uno dei pezzi forti del pedigree culturale della città, che quest’anno ha vinto il premio Strega e che il 10 settembre porterà all’Olimpico la consegna del Premio Neri Pozza, il più importante premio letterario italiano dedicato alle opere inedite». Un ruolo di “ponte” tra impresa, sostenibilità e cultura, dunque, quello rimarcato da Montan. In sintonia con gli obiettivi del Festival e di una Vicenza chiamata a unire le forze per portare avanti la candidatura a Capitale italiana della cultura 2024.