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Vicenza capitale dell’economia: «La ripresa c’è»

di Roberta Bassan, Il Giornale di Vicenza, 21 marzo 2017

«C’è più ripresa di quella che si vede». Si parte da qui, dai dati dell’ultima indagine sui distretti dell’Ufficio studi di Intesanpaolo per ingrandire al microscopio tutte le questioni chiave dello sviluppo nazionale, compresi i fallimenti, come quello delle banche popolari. È il contesto che trasformerà Vicenza per tre giorni, dal 31 marzo al 2 aprile, nella capitale italiana del dibattito economico-politico.

Una dimensione che parla di 130 relatori, 30 eventi, 5 luoghi tra i più emblematici della città per ospitare gli incontri di “Vicenza città impresa”, festival dei territori industriali, il progetto promosso dalla piattaforma editoriale VeneziePost (con Il Giornale di Vicenza tra i media partner) che compie 10 anni e torna per la terza volta consecutiva a Vicenza, allargando l’orizzonte sull’asse Torino-Milano-Nord Est, sempre più «piattaforma territoriale del grande patrimonio manifatturiero e innovativo del Paese».

APERTURA. Ieri a Palazzo Chiericati il fondatore di VeneziePost e “architetto” del Festival Filiberto Zovico ha presentato la nuova rassegna con Jacopo Bulgarini D’Elci, vicesindaco del Comune di Vicenza, il giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, direttore del Festival e Carlo Moretti, vice direttore generale Cassa di Risparmio del Veneto. E si parte dalla ripresa che c’è, a sentire ripercorsi i dati del sistema distrettuale italiano con fatturati previsti in crescita del 2,2% nel 2017 e del 2,1% nel 2018, in media il doppio delle previsioni del Pil nazionale, con margini proiettati a +7,7% nel 2017 e +7,8% nel 2018. E il buon passo è senz’altro sostenuto dal Nord Est a cui vanno ricondotti 7 dei primi 15 distretti italiani, con Vicenza che copre Meccanica strumentale e Materie Plastiche. Il Nord Est parla oggi però di «un unico racconto» nell’asse che arriva a Torino passando per Milano, ponendo il tema dello «sviluppo che dipende da qui» e che traina il Paese. Ecco che l’incontro di apertura sarà dedicato al rapporto tra territori con gli interventi per Torino dello storico Giuseppe Berta, per Milano del sociologo Aldo Bonomi, per il Nordest dell’economista Stefano Micelli, a cui seguiranno le interviste ad Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Vicenza e Veneto, portavoce di #Arsenale2022 e a Luciano Vescovi, presidente Confindustria Vicenza.

FILONI. Evoluzione che, hanno evidenziato i promotori, si inserisce negli ultimi ragionamenti fatti da un lato dal progetto #Arsenale2022 che guarda al Veneto del futuro (ieri lo ha ricordato Bonomo) e dall’altro dall’ultimo Rapporto della Fondazione Nord Est, presentato proprio a Vicenza il mese scorso. «Questo vuole essere un Festival a servizio della crescita, un additivo culturale all’interno dello sviluppo». Diversi i filoni: dalle riflessioni sul nostro tempo (dalle novità geopolitiche, agli effetti della globalizzazione, dal reddito di cittadinanza, al populismo) alla sfida dell’industria 4.0 (dai robot che parlano italiano alle persone che ristrutturano, dall’industria all’artigianato), dal lavoro che cambia (lavoro alla spina) all’innovazione (brevetti, competenze, università), fino al tema bancario che tiene banco da due anni e di cui ben si conoscono le conseguenza a Vicenza.RELATORI. Tutti spunti, dibattiti, risposte che faranno di Vicenza un epicentro nazionale: si vedranno tra gli altri il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, il presidente Anac Raffaele Cantone, tanti i manager e gli imprenditori. I promotori ieri hanno raccomandato l’iscrizione agli eventi, tutti ad ingresso libero, sul sito www.festivalcittaimpresa.it, l’80% dei posti risulta già coperto.